Estratto da un articolo di TarantoToday.it
Non servono vandali organizzati o bande di teppisti. Bastano cittadini qualunque, quelli che vivono a Taranto, per ridurre uno spazio pubblico a pattumiera. È successo di nuovo sotto il piazzale Bestat, cuore della città e simbolo ormai consunto del suo fallimento civile. Quello che doveva essere un polo moderno, con uffici, box auto, spazi funzionali e la biblioteca comunale, è oggi una discarica a cielo aperto dove materassi, mobili rotti, sacchi di rifiuti, materiali edili e scarti di ogni genere si ammassano senza vergogna.

Non è degrado. È complicità. Perché qualcuno quei rifiuti lì ce li ha portati. Qualcuno ha deciso che quello spazio poteva essere usato come scarico personale. E nessuno ha impedito che accadesse. Anzi: sotto il Bestat vige la regola non scritta dell’abbandono totale. I rifiuti ostruiscono gli ingressi ai box, invadono marciapiedi, sfiorano le auto in sosta. Intorno, nessun controllo. Nessuna presenza visibile. Nessun freno all’inciviltà.

l problema non è nuovo. Lo raccontavamo appena cinque mesi fa, e già allora l’area era in condizioni disastrose. Il fatto che la situazione si ripresenti identica, e forse peggiore, rivela quanto profonda sia la radice del problema. Non basta incolpare l’amministrazione di turno. Bisogna guardare in faccia la verità: una parte dei tarantini continua a vivere come se lo spazio pubblico fosse una zona franca, un angolo morto dove il rispetto delle regole è facoltativo. Nessuna cultura del bene comune, nessuna consapevolezza. Solo comodo egoismo e ignoranza civica.

Adesso c’è un nuovo sindaco, Piero Bitetti, che ha ereditato questa bomba sociale. Tocca a lui, e alla sua giunta, iniziare a spezzare questo meccanismo malato. Serviranno bonifiche e controlli, certo. Ma prima di tutto servirà una scelta politica netta: trattare l’inciviltà per quella che è – un atto di sabotaggio contro la città stessa. Nessun alibi, nessuna tolleranza.

Perché chi scarica un materasso sotto casa non è “disattento”. È un irresponsabile. E se Taranto vuole salvarsi dal degrado, deve cominciare a riconoscerli e isolarli. Anche quando hanno la faccia del vicino.
© TarantoToday
Nel 2017 Striscia la notizia si occupò della situazione in cui vertevano alcuni stabili o porzioni di edificio della zona Bestat. Da allora poco o nulla è cambiato anzi, la situazione è ulteriormente peggiorata. Le foto di questo post provengono da una segnalazione e sono state scattate ieri, 7 novembre 2025.
Estratto da un articolo del Corriereditaranto.it
Potrebbe tornare presto a nuova vita uno degli edifici di Taranto che giacciono da anni in stato di completo abbandono.
Stiamo parlando dell’ex mercato coperto di via Plinio, situato a due passi dalla Biblioteca Acclavio e dal Piazzale Bestat: negli anni ’90 la struttura ospitava un mercato di frutta e verdura, poi fu utilizzato come punti di distribuzione delle schede elettorali e, infine, come archivio comunale.

Successivamente l’edificio fu chiuso e diventò ben presto preda del degrado: dalle vetrate rotte e vandalizzate blatte e topi, attratti dalla spazzatura lasciata all’interno della cancellata, raggiungevano facilmente i vicini palazzi.
Negli anni, infatti, sono state numerose le proteste dei residenti della zona, che lamentavano il degrado e l’incuria dell’edificio, culminate nel 2022 in un intervento straordinario di deblatizzazione e derattizzazione dell’amministrazione Melucci: la situazione, tuttavia, non è migliorata e la struttura è presto tornata all’abbandono.
Nelle ultime settimane, tuttavia, qualcosa sembra muoversi: alcuni operai hanno ripulito l’interno dell’ex mercato dal materiale contenuto, costituito soprattutto da vecchi faldoni inutilizzati. Il che sembrerebbe lasciare presagire un imminente riutilizzo dell’edificio, che necessita comunque di evidenti interventi a livello strutturale.



